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   Responsabile: Elena De Felip
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I risultati del progetto

I risultati del progetto

RISULTATI

La concentrazione dei contaminanti è risultata generalmente più elevata nelle due regioni del nord, storicamente più industrializzate, rispetto alle altre in studio.
Le donne residenti in zone rurali sono risultate più esposte a diossine e pesticidi rispetto a donne residenti in zone urbane e aree industriali. Questo risultato, nel complesso atteso nel caso dei pesticidi, risulta un po’ inaspettato nel caso delle diossine: particolari pratiche agricole, come la combustione a cielo aperto di biomasse per il riscaldamento domestico, potrebbero aver avuto un ruolo nel determinare il risultato ottenuto.
Tutti i contaminanti oggetto di studio mostrano un aumento molto significativo delle concentrazioni con l’età, risultato atteso in base alle caratteristiche chimico-fisiche e di bioaccumulo dei contaminanti, e ai dati di letteratura.
Le concentrazioni di diossine e PCB diossina-simili misurate nello studio sono risultate in diminuzione rispetto a dati analoghi relativi a campionamenti effettuati negli anni 1987-2009 sulla popolazione generale dei Paesi industrializzati.
L’analisi delle abitudini alimentari ha rilevato che livelli più alti di alcuni analiti (in particolare, diossine e PCB) sono stati riscontrati tra le donne che consumano prodotti locali o di propria produzione come formaggio e carne di manzo.
Le concentrazioni delle sostanze in studio riscontrate nelle mamme sono risultate correlabili con i livelli riscontrati nel sangue del cordone: questo, come già noto in letteratura, conferma che i POP sono in grado di passare attraverso la placenta. I livelli trovati ci consentono di calcolare la quantità di trasferimento dalla mamma al cordone e di stimare, insieme all’allattamento al seno, il carico corporeo POP nel bambino nei primi anni di vita.
Nessuna delle donne residenti nelle aree industriali o “hot spot” considerate dallo studio è risultata più esposta ai POP rispetto a quelle residenti nelle altre aree esaminate.

1.PCDD, PCDF E DL-PCB

Le concentrazioni di PCDD, PCDF e DL-PCB, (espresse su base grassa come totale TE- WHO-TEF 1998) rientrano in un intervallo di valori che sono stati riscontrati negli ultimi anni in donne in età fertile (20-40 anni) in Paesi industrializzati. Contrariamente a quanto ci si poteva aspettare, le zone rurali dello studio hanno fornito valori di concentrazioni più alti di quelli delle zone cosiddette urbane/rurali; questo potrebbe essere dovuto, almeno in parte, ad alcune attività agricole, come ad esempio la combustione a cielo aperto di biomasse per il riscaldamento domestico.

2. NDL-PCB

I valori osservati sono del tutto sovrapponibili ai dati riscontrati in altri studi condotti in altri Paesi industrializzati su donne in età fertile. Si nota inoltre negli ultimi anni un notevole decremento della concentrazione dei PCB maggiormente presenti nei tessuti umani (i cosiddetti PCB indicatori: PCB 28, 52, 101, 138, 153 e 180).

3. PBDE

Come già riportato in studi precedentemente condotti dal Reparto di Chimica Tossicologica dell’ISS, le quantità di PBDE osservate in Italia sono sicuramente più basse di quelle riscontrate in altre parti del mondo. Questo è presumibilmente dovuto a stili di vita molto diversi, quali ad esempio l’uso non così diffuso in Italia di tappeti e moquette.

4. HCB, beta-HCH, DDE

Le concentrazioni di beta-HCH e HCB sono più basse di quelle riscontrate negli altri Paesi industrializzati; confrontando i dati di questo studio con quelli trovati in studi italiani precedenti si nota un marcato decremento.
Per quello che riguarda il DDE invece, sono state riscontrate concentrazioni in linea con quanto osservato in Europa. I valori più alti sono stati registrati in Trentino Alto Adige e Piemonte.

5. PFOS and PFOA

Le concentrazioni trovate in questo studio risultano essere molto più basse di quanto riscontrato nel resto del mondo. Così come già ipotizzato per i PBDE, anche per i PFC si può pensare che il basso utilizzo di tappeti/moquette possa contribuire a mantenere i livelli così bassi.

6. Valutazione dei risultati e confronti tra Regioni

I valori più alti sono stati riscontrati in Trentino Alto Adige e Piemonte. A livello regionale, poi, è stata riscontrata un’esposizione maggiore a “diossine”, policlorodifenili e pesticidi per quelle donne che vivono in aree rurali.
D’altra parte, scopo del Progetto era quella di verificare se ci fosse una associazione tra le concentrazioni delle sostanze e le abitudini alimentari. In particolare, è stata trovata una correlazione tra le concentrazioni di “diossine” e PCB con il consumo di formaggio e manzo.
L’incidenza di malattie o disfunzioni ginecologiche nel campione di donne arruolate è risultata essere inferiore al 10%, ed è scesa al di sotto del 5% quanto è stata effettuata la stratificazione per singola patologia. A causa della bassa incidenza, una possibile relazione tra i livelli delle sostanze in studio e patologie ginecologiche può essere considerata solo indicativa.
Tutti i contaminanti oggetto di studio hanno mostrato un aumento molto significativo delle concentrazioni con l’età, risultato atteso in base alle caratteristiche chimico-fisiche dei contaminanti e ai dati di letteratura.
Le concentrazioni di diossine e PCB “dioxin-like” misurate nello studio sono risultate in diminuzione rispetto a dati analoghi relativi a campionamenti effettuati negli anni 1987-2009 sulla popolazione generale dei Paesi industrializzati.

Coppie mamma-bambino

Le concentrazioni delle sostanze in studio riscontrate nelle mamme sono risultate correlabili con i livelli riscontrati nel sangue del cordone: questo, come già noto in letteratura, conferma che i POP sono in grado di passare attraverso la placenta. I livelli trovati ci hanno consentito di calcolare la velocità di trasferimento dalla mamma al bambino che per tutti gli analiti in studio va dal 21% all’85%. All’interno della stessa famiglia di sostanze, la velocità di trasferimento, come già noto, è fortemente dipendente dalla struttura molecolare della sostanza (numero e posizione degli atomi di cloro).

Allegati

Pubblicato il 08-11-2010 in I risultati del progetto , aggiornato al 13-09-2014

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