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   Responsabile: Elena De Felip
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Gli inquinanti

Polibromodifenileteri

I Polibromodifenileteri (PBDE) sono sostanze chimiche di produzione industriale usate per vari scopi commerciali, principalmente come ritardanti di fiamma. Sono stati immessi in commercio sotto forma di miscele contenenti principalmente congeneri a 4-10 atomi di bromo. Le principali miscele commerciali di PBDE sono tre: pentabromodifeniletere (PentaBDE), ottabromodifeniletere (OctaBDE) e decabromodifeniletere (DecaBDE). In conseguenza della persistenza ambientale e delle proprietà tossiche di queste sostanze la produzione e l'uso di due delle tre miscele commerciali (PentaBDE e OctaBDE) sono state interrotte in EU sin dal 2003 e iniziative per diminuire e interrompere la loro produzione si sono moltiplicate a livello globale.
La struttura chimica dei PBDE è costituita da due anelli aromatici legati a un atomo di ossigeno centrale a formare un etere. I possibili congeneri sono 209, differenti per numero e posizione degli atomi di bromo sui due anelli aromatici. Sono composti piuttosto stabili caratterizzati da temperature di ebollizione varianti tra 310 e 425 °C e da basse pressioni di vapore; sono inoltre sostanze molto lipofile la cui solubilità in acqua è estremamente bassa e diminuisce con l’aumentare del grado di bromurazione. Il coefficiente di ripartizione n-ottanolo acqua (log Kow) varia tra 4.28 e 9.9. Sono persistenti nell’ambiente e bioconcentrano lungo le reti alimentari.
mancano ancora dati adeguati per un'affidabilile valutazione degli eventuali effetti sulla salute umana dei PBDE. Dati di tossicità negli animali suggeriscono che PBDE con vario grado di bromurazione (da tetra a decabromosostituiti) possano interferire nell'essere umano con la funzione endocrina (endocrine distruption), in particolare quella tiroidea, e determinare effetti avversi nello svilupppo neurologico e neurocomportamentale I PBDE non appaiono essere genotossici per azione diretta, e mancano in genere indicazioni di cangerogenicità nell'essere umano (vi è comunque una sostanziale carenza di dati di cancerogenesi). La IARC ha stimato il decabromodifeniletere come non classificabile rispetto alla sua cancerogenicità per l’uomo (Gruppo 3) Tuttavia il complesso dell'evidenza sperimentale per esposizione orale suggerisce che il decabromodifeniletere possa essere un potenziale cancerogeno umano.
Nessuno degli altri PBDE è stato valutato dalla IARC. Test in vivo hanno evidenziato per i penta-, otta- e decabromobifenili una potenziale attività di distruttori endocrini per gli organismi viventi. Il fegato è un organo bersaglio per i PBDE, soprattutto per il PentaBDE. Per l'OctaBDE sono stati evidenziati effetti tossici sul sistema riproduttivo.
Riferimenti Bibliografici
EUROLEX
POPs
INCHEM
IARC Mono71
EC Europa
WHO, 1994
US EPA,2008
EPA
UNEP, 2003
EFSA

Pubblicato il 13-12-2010 in Gli inquinanti , aggiornato al 13-03-2012

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