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   Responsabile: Pietro Bartolini
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Progetto CASE:Continuità Assistenziale post Stroke

Il progetto biennale di telemedicina CASE ( Continuità Assistenziale post StrokE) finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito dei progetti volontariato ex art.56 legge 289/2002, ha come obiettivo quello di proporre un modello di gestione domiciliare del paziente post evento acuto, basato su una integrazione di tecnologie esistenti e sul coinvolgimento di associazioni di volontariato, finalizzato a garantire una continuità assistenziale dopo dimissione dalla struttura specialistica, mantenendo un collegamento costante con la struttura stessa.
Il paziente post evento cardiovascolare acuto, dimesso dalla struttura specialistica, deve infatti seguire un percorso terapeutico/riabilitativo che si protrae nel tempo e coinvolge sia le strutture della medicina di base, che l’ambiente familiare/domiciliare del paziente stesso. I più recenti dati di letteratura evidenziano l’importanza del raggiungimento dei target terapeutici (pressione arteriosa, frequenza cardiaca e glicemia) in tempi relativamente brevi al fine di ridurre la probabilità di nuovi eventi acuti.
Il progetto propone una implementazione di un modello per la continuità assistenziale basato sulla automisura e la trasmissione automatica di dati di interesse cardiovascolare, utili a delineare un quadro complessivo dello stato di salute ed una stima del rischio di eventi acuti. L’implementazione è affidata a 4 U.O., due interne all’ISS che forniscono il supporto tecnologico al progetto; un centro clinico di riferimento (Azienda Ospedaliera Umberto I, Servizio di Fisiopatologia Clinica) con attività di coordinamento e selezione dei pazienti ed una associazione ONLUS di volontariato (AIC, Associazione Italiana Cardiopatici) con attività di intervento sul territorio.
Verranno reclutati pazienti dimessi da strutture ospedaliere in seguito ad un evento cardiovascolare maggiore, per i quali è opportuno un monitoraggio domiciliare dello stato cardiovascolare e della compliance con la terapia prescritta, al fine di ridurre la probabilità di un nuovo evento. Nella eventualità che i pazienti non siano in grado di eseguire autonomamente le misurazioni prescritte, è previsto il supporto da parte di familiari e/o da personale volontario senza specifica formazione professionale. Il protocollo prevede la trasmissione quotidiana e completamente automatica di pressione arteriosa, frequenza cardiaca, glicemia ed attività fisica. I parametri vengono trasmessi attraverso l’invio di SMS al centro clinico di riferimento. In caso di mancata o non corretta ricezione delle misure, il centro di riferimento interagisce, direttamente o attraverso il supporto dei volontari coinvolti nel progetto, con i pazienti per implementare opportune azioni correttive.
Le attività previste nel progetto includono: Individuazione dei dispositivi che soddisfano i requisiti tecnici di integrabilità; definizione delle caratteristiche dell’hardware del modulo di integrazione e trasmissione via GSM e ingegnerizzazione del sistema; realizzazione piattaforma software del centro di raccolta dati; selezione pazienti, addestramento personale (paziente, familiari, volontari); raccolta dati, feedback con i pazienti, interventi di monitoraggio e correzione; valutazione performance del progetto; coordinamento e divulgazione dei risultati.
Il progetto prevede la distribuzione di 20 unità domiciliari integrate (UDI). Ogni paziente avrà in dotazione una unità per un periodo di 180 giorni. Complessivamente è previsto l’arruolamento di 60 pazienti.
I risultati attesi dal progetto possono essere così riassunti:
Accettabilità e gradimento del modello proposto da parte dei pazienti e/o familiari. Basso tasso di drop-out dei pazienti arruolati e miglior controllo del raggiungimento del target terapeutico. Riduzione del numero di richieste improprie di visita specialistica presso il centro clinico di riferimento. Accettabilità da parte del mondo del volontariato e della assistenza non specialistica.
Indicatori quantitativi di questi risultati saranno: numero di pazienti che completano il protocollo e numero di misure raccolte per ogni paziente; risultati dei questionari distribuiti ai pazienti, familiari, volontari e medici specialisti; i profili metabolici ed emodinamici raccolti.
In termini di trasferibilità, il modello ha caratteristiche di semplicità ed economicità tali da renderlo integrabile nei progetti di assistenza domiciliare e dimissione protetta implementati od in corso di implementazione in diverse realtà sanitarie nazionali. E’ estendibile ad altri gruppi particolari di pazienti, quali ad esempio i pazienti diabetici e HIV, per i quali è noto un aumento del rischio cardiovascolare.

Responsabile Scientifico del Progetto: Ing. Pietro Bartolini

U.O. afferenti al progetto:
Responsabile U.O. ISS1: Ing. Giovanni Calcagnini
Responsabile U.O. ISS2: Ing. Daniele Giansanti
Responsabile U.O. Clinica: Dr. Stefano Strano
Responsabile U.O. Ass. Volontariato: Dr. Ssa. Cristiana Luciani

Partecipanti al progetto dell’ISS: Ing. Velio Macellari, Ing. Federica Censi, Ing. Eugenio Mattei, Ing. Michele Triventi, Ing Sandra Morelli, Antonello Delogu, Giovanni Maccioni.

Pubblicato il 12-10-2006 in Progetti , aggiornato al 20-07-2001

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