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   Responsabile: Pietro Bartolini
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Ingegneria Biomedica, Biomateriali e Dispositivi Medici

Interferenze Elettromagnetiche su Dispositivi Medici

La possibilità che campi elettromagnetici di origine artificiale (sistemi di comunicazione, impianti elettrici, motori industriali) o di origine naturale (attività elettrica atmosferica) inducano guasti o malfunzionamenti a strumentazione medica è da molti decenni oggetto di studio e di attività normativa.
Tale problematica ha visto per lungo tempo come tematica principale quella legata ai campi elettrici e magnetici a bassissima frequenza (50 Hz) derivanti dalle le linee di distribuzione della energia elettrica per uso civile ed industriale oppure generati da motori elettrici di considerevole potenza. L’introduzione dei sistemi di telefonia digitale e, più recentemente, la rapida diffusione dei sistemi di trasmissione wireless (WiFi e Bluetooth), anche in ambiente ospedaliero, rende ancora più attuale la valutazione dei possibili effetti di un tale ambiente elettromagnetico sulla strumentazione medica.
In particolare, per comprendere la attualità e la complessità del problema, è opportuno tenere presente alcuni fattori:
- L’utilizzo di circuiti elettronici all’interno di strumenti medici è in sistematico aumento. Ciò da un lato permette la realizzazione di strumenti più sofisticati, ma dall’altro espone gli strumenti stessi ad un rischio teorico di interferenze elettromagnetiche maggiore.
- L’evoluzione dei sistemi di telecomunicazione (es. telefonia mobile e sistemi wireless per reti di computer) è molto più rapida rispetto all’aggiornamento tecnologico della strumentazione medica. Se da un lato infatti l’ultimo decennio ha visto una diffusione ed una evoluzione rapidissima dei sistemi cellulari, dall’altro è assolutamente probabile che nelle strutture sanitarie sia a tutt’oggi utilizzata strumentazione diagnostica e terapeutica che utilizza soluzioni progettuali e realizzative messe a punto all’inizio del decennio.
- I dispositivi impiantabili attivi (pacemaker e defibrillatori impiantabili) possono essere esposti ad una grande varietà di campi elettromagnetici, non essendo il loro utilizzo confinato all’ambiente ospedaliero.
- L’aggiornamento delle norme armonizzate sull’immunità elettromagnetica dei dispositivi medici è inevitabilmente più lento dell’evoluzione tecnologica dei sistemi di telecomunicazione.

In questo ambito, il nostro gruppo si è occupato in passato della valutazione dei rischi per pazienti portatori di pacemaker o defibrillatori derivanti da esposizione a telefoni cellulari TACS e GSM. Più recentemente sono state condotte campagne di misure per valutare l’effettivo rischio di malfunzionamento di alcune classi di strumenti di supporto vitale (ventilatori polmonari e pompe per infusione).
Di recente introduzione è inoltre una linea di ricerca sulle interazioni fra pacemaker e sistemi di risonanza magnetica, sia attraverso misure su modelli fisici antropomorfi che attraverso l’uso di modellistica numerica.
La dotazione strumentale a disposizione include misuratori di campo elettrico e magnetico, tester e simulatori per strumentazione medica e software di simulazione numerica. In queste ricerche il gruppo ha stabilito una stabile collaborazione con i colleghi del Center for Device and Radiological Health della Food and Drug Administration.

Chi siamo:
Pietro Bartolini (Dirigente di Ricerca)
Giovanni Calcagnini (Ricercatore)
Federica Censi (Ricercatore)
Giorgio de Angelis (Collaboratore Tecnico)
Giuseppe Di Cintio (Operatore Tecnico)

Pubblicato il 08-10-2006 in Ingegneria Biomedica, Biomateriali e Dispositivi Medici , aggiornato al 13-05-2013

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