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   Responsabile: Giulia Scaravelli
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Proteggi la tua fertilità

Cosa posso fare per proteggere la mia fertilità? (buoni consigli per le donne)

Non aspettare troppo tempo
Se vuoi un figlio non aspettare troppo. Soprattutto per le donne l'età è un problema serio. Infatti, mentre gli spermatozoi vengono prodotti continuamente, le cellule uovo sono le stesse per tutta la vita e con il passare del tempo invecchiano. Per questo motivo la fertilità delle donne diminuisce già dopo i trent'anni, dopo i 35 anni è del 50% e subisce un calo molto significativo dopo i 40. Con l'età, inoltre, aumenta il rischio di anomalie cromosomiche nel bambino, come ad esempio la Sindrome di Down (da un caso su duemila nelle ventenni a un caso su venticinque nelle donne di quarantacinque anni), e di malattie che colpiscono l'apparato riproduttivo femminile, come l'endometriosi o i fibromi uterini. Con l’età aumenta il rischio di abortività, e di complicanze ostetriche come il distacco di placenta, necessità di ricorrere al taglio cesareo, difficoltà di ossigenazione e nutrimento del feto. Anche la fecondazione assistita non può fare miracoli: l'età degli ovociti condiziona molto il risultato.

Non ingrassare e non dimagrire troppo
Può sembrare strano ma il peso, non solo l'obesità ma anche l'eccessiva magrezza, condiziona la fertilità. Nelle riserve di grasso del corpo si accumula un ormone (androstenedione) -che più si ingrassa più aumenta- che altera l'equilibrio ormonale e di conseguenza scompensa la regolazione delle mestruazioni causando infertilità. Le adolescenti obese hanno spesso le prime mestruazioni (menarca) presto, e possono in alcuni casi presentare una crescita anomala di peli sull’addome, sul viso e tra i seni. Il flusso mestruale è irregolare, abbondante e prolungato, o al contrario può comparire amenorrea. Le donne sottopeso soffrono di un'assenza di mestruazioni (anenorrea) che spesso è accompagnata da assenza di ovulazione, e in questo caso sono infertili. Inoltre, nelle adolescenti l'eccessiva magrezza blocca lo sviluppo di tutti i caratteri sessuali come lo sviluppo del seno e la crescita di peli sul pube, e porta ad un ritardo nella comparsa della prima mestruazione (menarca). Se sei un'adolescente stai attenta a tutti questi segnali: sono il campanello di allarme di una seria alterazione ormonale! Per fortuna, però, recuperare il peso-forma, vuol dire nella maggior parte dei casi avere di nuovo cicli regolari e tornare ad essere fertili. E' importante che chi è infertile e ha problemi di peso, prima di sottoporsi a terapie specifiche, recuperi il proprio peso-forma: spesso è sufficiente.

Non fumare
Le donne che fumano sono meno fertili, hanno un indice di fecondabilità (possibilità di concepire per ciclo) ridotta, e impiegano più tempo a restare incinte (in media più di un anno). Il fumo, infatti, è dannoso per le ovaie femminili, perché le sostanze tossiche come la nicotina alterano la motilità tubarica ostacolando il trasporto degli ovociti e l’incontro con gli spermatozoi. Inoltre, provoca la diminuzione della produzione di progesterone con alterazione del ciclo mestruale e modifica dell’endometrio ostacolando l’annidamento dell’ovocita fecondato. Oltre a ciò si registra nelle donne fumatrici un anticipo della menopausa.
Naturalmente la gravità del danno dipende da quante sigarette e da quanto tempo una donna fuma: danni sono stati accertati con 20 o più sigarette al giorno, ma effetti negativi ci sono anche con 10. Il fumo, in aggiunta, ha conseguenze negative sulla gravidanza e sul feto. E' associato ad un aumento di aborti spontanei, al rischio di parti pretermine e di gravidanze extrauterine e alla nascita di bambini con peso più basso della norma.
Smettere di fumare è quindi molto importante. Se se vuoi un figlio, non fumare ti mantiene fertile, se sei già in gravidanza non fumare protegge la salute di tuo figlio. Le coppie che soffrono di infertilità devono sapere, inoltre, che fumare riduce la possibilità di successo della procreazione medicalmente assistita.

Stai attenta alle infezioni
Le infiammazioni dell'apparato genitale femminile sono una delle cause più diffuse di infertilità. Sono provocate da infezioni trasmesse attraverso i rapporti sessuali come la Sifilide, la Gonorrea e la Chlamydia (quest'ultima in particolare è molto insidiosa perché diffusissima e difficile da riconoscere in quanto spesso asintomatica). L'infertilità è dovuta sia ad un effetto immediato in quanto l'infezione altera temporaneamente l'equilibrio chimico della vagina con conseguenze sulla sopravvivenza degli spermatozoi, sia ad un effetto a lungo termine qualora l'infezione sia risalita verso le tube provocandone la chiusura (occlusione tubarica). Trascurare un'infezione, infatti, significa correre un rischio di infertilità molto alto: dopo tre episodi di salpingite (infiammazione alle tube o salpingi nota come PID: Pelvic Inflammatory Disease) la possibilità di danno alle tube è del 50%. Se compare una sintomatologia pelvica, non aspettare che la malattia diventi cronica, ai primi sospetti consulta il tuo ginecologo e corri ai ripari.

Non bere
Bere alcol, anche in quantità non elevate, danneggia la salute riproduttiva. Per la donna, che ha una capacità ridotta di metabolizzare l'alcol, la quantità di consumo giornaliero non deve superare 1 o al massimo 2 bicchieri di una qualsiasi bevanda alcolica. Un bicchiere di vino, una birra, oppure un bicchierino di superalcolico contengono tutti e tre una quantità di alcol di 12 gr. E’ da considerare a basso rischio una quantità giornaliera di alcol che non deve superare i 20-40 gr per gli uomini e 10-20 gr per le donne (l’alcol deve essere assunto durante i pasti e non fuori pasto). In alcune circostanze, come in adolescenza o in gravidanza, non bere affatto tuttavia è certamente preferibile. L'alcol infatti, oltre alle conseguenze generali sulla salute, può causare una minore produzione di ormoni femminili (alterazione degli estrogeni). Per questo motivo, bere in adolescenza è particolarmente grave: lo squilibrio ormonale provocato dall'alcol può portare a ritardi nella maturazione sessuale e riproduttiva, scarsa crescita corporea (soprattutto se si tende a bere invece di mangiare) e predispone all'osteoporosi (fragilità delle ossa). Anche le "bevute occasionali" non sono innocue come potrebbe sembrare e possono causare, se ripetute, irregolarità mestruali, assenza di ovulazione e conseguente infertilità temporanea. Bere molto danneggia gli organi interni (soprattutto il fegato), rende le ossa fragili e meno compatte, e naturalmente provoca irregolarità mestruali (fino all'assenza di mestruazione) e infertilità. Se assunto in gravidanza, infine, l'alcol ha conseguenze serie per il bambino, che va incontro a deficit cognitivi gravi e anche molto gravi, a seconda di quanto si è bevuto (sindrome feto-alcolica). I danni sono oramai ben noti e riguardano soprattutto l'attenzione, la capacità di calcolo, l'apprendimento di nuove informazioni e comportamenti, l'adattamento sociale. Non bere: il danno è maggiore di quanto pensi, ha effetti che durano più di quanto immagini, e, se sei incinta, puoi compromettere seriamente l'intelligenza di tuo figlio.

Se sei in età potenzialmente fertile o in età pediatrica e devi sottoporti a trattamenti antitumorali, è bene che preservi la tua fertilità.

Ci sono diverse strategie per farlo:
Protezione farmacologica mediante gli analoghi del GnRH
(l'ormone prodotto dall'ipofisi che regola nell'organismo la produzione delle gonadotropine). Si somministrano alla paziente, al fine di “addormentare” il lavoro delle cellule della riproduzione per limitare i danni provocati dai trattamenti terapeutici per la cura del tumore.
Congelamento degli embrioni:
è la tecnica più efficace, ma in Italia è consentita solo se la coppia è stabile ed ha un’infertilità certificata da uno specialista. Gli embrioni da crioconservare si ottengono mediante tecniche di fecondazione in vitro. La procedura richiede la stimolazione ovarica in modo da poter raccogliere un certo numero di ovociti da fecondare in vitro con gli spermatozoi.
Congelamento degli ovociti:
Gli ovociti, dopo opportuna stimolazione ormonale, dell’ ovaio, che con protocolli studiati per queste pazienti sono ormai molto brevi(7/10 giorni) e possono essere iniziati immediatamente, vengono prelevati con un piccolo intervento chirurgico per via vaginale, e poi crioconservati in azoto liquido. Non è attuabile nelle bambine in fase prepubere. In Italia è una tecnica sviluppata ed efficace, per cui è la tecnica più diffusa.
Congelamento del tessuto ovarico (tecnica ancora sperimentale):
Si attua prelevando delle striscioline di tessuto ovarico, con un intervento chirurgico, per via laparoscopica che vengono poi conservate in azoto liquido fino a quando la paziente non sarà guarita e non sarà in grado di sottoporsi al reimpianto. Questa tecnica non prevede la stimolazione ovarica per cui la paziente può essere operata subito e poi essere immediatamente sottoposta alle terapie antitumorali. La tecnica ovviamente non necessita della presenza di un partner ed è’ l’unica soluzione per preservare la fertilità nelle bambine in età prepuberale. Essendo ancora una tecnica sperimentale presenta ovviamente delle criticità. Intanto si debbono affrontare due interventi chirurgici uno per l’ espianto ed un altro per il reimpianto, poi al reimpianto ,il tessuto deve rivascolarizzarsi e riprendere la sua funzionalità, e questo non avviene sempre.
In tutto il mondo ci sono ancora solo una trentina di bambini nati dopo reimpianto di tessuto ovarico, e non sappiamo quanti interventi di reimpianto sono stati fatti ( vengono pubblicati in letteratura solo i successi!!)

Ricorda quindi prima di iniziare qualunque terapia antitumorale chiedi al tuo medico se puoi preservare la tua fertilità.

Pubblicato il 16-05-2015 in Proteggi la tua fertilità , aggiornato al 14-09-2016

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