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   Responsabile: Francesco Bochicchio
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Attività in Italia

Campagne di misura - Attività Regione per Regione

In tale sottosezione sono riportate, Regione per Regione, informazioni sintetiche riguardanti le campagne di misura effettuate su scala regionale e sub-regionale dagli enti istituzionalmente preposti.
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IN SINTESI

  • In seguito alla prima Indagine Nazionale effettuata negli anni 1989-1998, in diverse Regioni sono state condotte campagne di misura su scala regionale o sub-regionale, che hanno coinvolto un numero di abitazioni maggiore (rispetto a quelle campionate nell'ambito dell'Indagine Nazionale), al fine di aumentare la conoscenza della distribuzione territoriale della concentrazione di radon.
  • Le principali informazioni su tali indagini di misura della concentrazione di radon effettuate in ambito regionale da parte di enti istituzionali preposti sono state raccolte nell’Archivio Nazionale Radon (ANR).

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In seguito all’Indagine Nazionale in abitazioni effettuata negli anni 1989-1998, molte Regioni hanno effettuato campagne di misura su scala regionale e/o sub-regionale. La maggior parte di tali campagne sono state effettuate per aumentare la conoscenza della distribuzione di radon sul territorio e, in alcuni casi, al fine di individuare le aree regionali ad elevata probabilità di alte concentrazioni di radon (radon prone areas).
Per ogni Regione, informazioni sulle più estese campagne di misura effettuate sul territorio regionale (cioè che hanno coinvolto più di 2 Comuni) sono riportate di seguito.
Ove presenti, per ciascuna Regione, sono riportati anche i link alle pagine web dei siti regionali (ARPA/APPA) consultabili per ulteriori informazioni.


ABRUZZO
Nel biennio 1993-1995 l’ASL-PMIP di Pescara ha condotto un’estesa campagna di misura negli asilo nido e nelle scuole materne di tutta la Regione, coinvolgendo quasi tutte le strutture scolastiche, per totale di circa 500 edifici monitorati.
In seguito, nel 2005-2008, l'ARTA Abruzzo ha condotto un’indagine regionale volta a individuare le “radon prone areas” con una mappatura del territorio suddiviso in maglie regolari in fase di campionamento, che ha coinvolto circa 1300 tra abitazioni, luoghi pubblici e luoghi di lavoro.

Infine, nel 2008-2012, è stata effettuata una seconda indagine regionale, progettata in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, allo scopo di avere una stima della distribuzione di radon rappresentativa dell’esposizione della popolazione. In particolare, in questa seconda campagna di misura sono state campionate circa 400 abitazioni con diverse tipologie edilizie, a differenza di quanto fatto per la prima indagine (per la quale si sono scelte preferenzialmente abitazioni al piano terra).

Per maggiori informazioni sulle attività svolte in Abruzzo si consulti la pagina:
http://www.artaabruzzo.it/elettromagnetismo.php?id_page=6

BOLZANO (PROVINCIA AUTONOMA)
Dopo l’indagine nazionale del 1991 nelle abitazioni, la prima indagine estesa su tutto il territorio della Provincia Autonoma di Bolzano è stata effettuata, nel 1992-1993, dall’APPA Bolzano in un campione di circa 120 scuole (elementari e asili) dislocate in 75 Comuni.

In seguito, l'APPA di Bolzano ha completato nel 2003 l’indagine per la realizzazione della mappatura del radon per tutto l’Alto Adige, che ha coinvolto tutti i comuni della provincia. Per tale indagine sono state effettuate misure in almeno 20 abitazioni per comune. I risultati della campagna sono disponibili sulle pagine dedicate al radon dell’APPA Bolzano:
http://www.provincia.bz.it/agenzia-ambiente/radiazioni/radon.asp

Al 2013, nella Provincia Autonoma di Bolzano sono state effettuate misure di concentrazione di radon in circa 3 000 abitazioni, 800 edifici scolastici ed in circa 1 000 luoghi di lavoro.


CALABRIA
In Calabria è in corso un'indagine di misura (a cura di ARPACAL) in 4 Province della Regione (Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria e Vibo Valentia) in cui misure di concentrazione di radon sono già state effettuate in oltre 500 abitazioni presenti nel territorio di 67 Comuni. In precedenza, campagne di misura più ridotte sono state condotte sia in abitazioni che scuole e luoghi di lavoro, soprattutto in Comuni della Provincia di Catanzaro e Crotone, e portate avanti nell’ambito di una collaborazione tra ARPACAL e ASP di Catanzaro, per un totale di circa 130 edifici coinvolti.

Sul sito dell’ARPACAL è possibile scaricare il “Report sulla radioattività naturale”, che contiene informazioni anche sulle attività di monitoraggio del radon svolte nella Regione.
http://www.arpacal.it/allegati/reportradio2011.pdf


EMILIA-ROMAGNA
Dal 1993 al 1994, in Emilia-Romagna è stata effettuata un’indagine estesa che ha coinvolto 607 edifici scolatici (per un totale di circa 1600 locali in cui sono state eseguite misure) distribuiti su tutto il territorio regionale (circa 250 Comuni coinvolti).
L’indagine è stata svolta da ARPA Emilia-Romagna (ARPA ER), in collaborazione con altri enti (come le USL, gli uffici comunali), ed è stata coordinata dall’Assessorato alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna.
Più recentemente, nel biennio 2010-2011, l’ARPA ER ha effettuato un’indagine in circa 140 abitazioni dislocate in 19 Comuni della Regione, posti in prossimità di faglie attive.

Informazioni sulle attività svolte in Emilia-Romagna sono disponibili all’indirizzo:
http://www.arpa.emr.it/dettaglio_generale.asp?id=1736&idlivello=1339


FRIULI-VENEZIA GIULIA
In Friuli-Venezia Giulia, sono state condotte diverse campagne di misura da parte dell’ARPA FVG. In particolare, sono state effettuate misure in tutti gli edifici scolastici esistenti (inclusi gli asili nido) nella Regione, per un totale di oltre 10 000 misure in oltre 1500 edifici. Inoltre, ulteriori misure di concentrazione di radon vengono effettuate, di anno in anno, nelle nuove sedi scolastiche o nel caso di ampliamenti di strutture già esistenti.

Inoltre, in Friuli-Venezia Giulia, negli anni 2000-2006, sono state effettuate campagne di misura in abitazioni dislocate sul tutto il territorio regionale coinvolgendo circa 800 abitazioni, oltre che campagne più approfondite all’interno di alcuni Comuni della Regione al fine di “mappare” il territorio di tali Comuni.

Nel 2005-2007, infine, è stato portato a termine un progetto volto ad ottenere una prima indicazione della distribuzione della concentrazione di radon su scala regionale e utile anche per la definizione delle aree ad elevata probabilità di alte concentrazioni di radon (Radon Prone Areas), prevista dalla normativa vigente.
Nell’ambito di tale indagine sono state effettuate misure in locali al piano terra di circa 2500 abitazioni dislocate in tutti i Comuni della Regione.

Ulteriori informazioni sono disponibili alla pagina, a cui è possibile accedere ai risultati di quest’ultima campagna consultando la mappa regionale:
http://www.arpaweb.fvg.it/mr/gmapsmr.asp


LAZIO
Nel Lazio, tra il 2004 e il 2010, sono state effettuate, dall’ARPA Lazio in collaborazione con l’ISPRA, campagne di misura in tutte le Province della Regione volte ad individuare le aree ad elevata probabilità di alte concentrazioni di radon. Le misure sono state condotte, con la collaborazione della Regione Lazio e dei Comuni e delle Province interessate, in circa 5 300 abitazioni dislocate in tutti i comuni della Regione.

I risultati delle campagne di misura effettuate sono disponibili sul sito dell'ARPA Lazio alla pagina:
http://www.arpalazio.gov.it/ambiente/radioattivita/radonlaz.htm

In precedenza, negli anni 1997-1998, è stata condotta dall’Istituto Superiore di Sanità un’estesa indagine epidemiologica che ha interessato circa 1 700 abitazioni dislocate prevalentemente nella provincia di Roma. I risultati di tale indagine, analizzati insieme a quelli di altre 12 indagini epidemiologiche effettuate in altri Paesi europei, hanno permesso di evidenziare un aumento di rischio di tumore polmonare statisticamente significativo all’aumentare dell’esposizione al radon nelle abitazioni (si veda il paragrafo “STUDI EPIDEMIOLOGICI SU RADON E TUMORE POLMONARE” alla pagina Effetti sulla salute).

LIGURIA
In Liguria, è stata recentemente condotta (nel 2010-2011) da parte dell’ARPAL un’indagine preliminare in circa 60 abitazioni dislocate all’interno di 4 Comuni della Provincia di Savona.


LOMBARDIA
In Lombardi sono state condotte da ARPA Lombardia due campagne di misura su scala regionale nel periodo che va dal 2003 al 2010.
In particolare, la prima indagine è stata effettuata nel 2003-2004 in locali posti al piano terra di circa 1600 abitazioni, 1300 luoghi di lavoro e 500 scuole.

La seconda indagine, svolta nel 2009-2010, ha coinvolto circa 1000 abitazioni e 50 luoghi di lavoro distribuiti in 7 provincie della Regione (Bergamo, Brescia, Lodi, Mantova, Milano, Sondrio, Varese). Quest’ultima indagine, pianificata in modo da essere rappresentativa dell’esposizione al radon della popolazione, è stata condotta dalla Regione Lombardia nell’ambito delle attività del Piano Nazionale Radon, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità.

I risultati di questa nuova campagna di misura sono descritti nel rapporto sullo stato dell’ambiente in Lombardia scaricabile dal sito dell'ARPA Lombardia alla pagina:
http://ita.arpalombardia.it/ita/RSA_2010-2011/index.html


MOLISE
Recentemente, alla fine del 2013, è stata portata a termine da parte di ARPA Molise una campagna di misura in 42 edifici scolastici dislocati nel territorio di 7 Comuni della Regione, allo scopo di acquisire dati utili ai fini dell’individuazione delle aree a rischio radon.
La Regione ha in programma, inoltre, un piano di monitoraggio del radon in tutte le scuole del Molise da portare avanti con la collaborazione dell’ARPA.


PIEMONTE
In Piemonte è stato effettuato da ARPA Piemonte uno studio volto all’individuazione delle aree a maggior probabilità di elevate concentrazioni di radon, utilizzando dati raccolti nell’ambito di indagini diverse condotte tra il 1993 e il 2005, sia in abitazioni (ai piani terra) che in scuole.
Se si escludono le misure effettuate nell’ambito dell’Indagine Nazionale, la mappatura è stata fatta utilizzando misure di concentrazione di radon eseguite in circa 1500 abitazioni e circa 600 edifici scolastici dislocati in più di 300 Comuni.

Una stima della concentrazione media di radon (rappresentativa del territorio, ma non della popolazione) è stata fatta per ogni comune della regione. Per la stima del radon, in comuni nei quali nessuna misura è stata effettuata, si sono usati indicatori geologici correlati con la concentrazione di radon.

La descrizione dettagliata della metodologia, delle tecniche e dei risultati è riportata nella pubblicazione “La mappatura del radon in Piemonte-Il radon: un progetto per il Piemonte” del 2009, a cura di ARPA Piemonte e scaricabile all’indirizzo:
http://www.arpa.piemonte.it/pubblicazioni-2/pubblicazioni-anno-2009/pdf-mappatura-radon

Recentemente, sul sito dell’ARPA Piemonte, è stata pubblicata una nuova versione della mappa di radon, aggiornata tenendo conto delle misure effettuate dal 2009 al 2013.

PUGLIA
Nell'ambito delle attività in materia ambientale, la Provincia di Lecce ha organizzato una serie di iniziative mirate al controllo della qualità ambientale tra le quali una campagna di misura del radon nelle scuole pubbliche.
La campagna di misura, promossa dal Dipartimento di Prevenzione dell’AUSL LE/1 in collaborazione con il Dipartimento di Igiene del Lavoro (INAIL) e il Dipartimento di Fisica dell'Università di Lecce, è stata organizzata e portata a termine tra il 2004 e il 2011.
Sono state misurate circa 500 scuole distribuite su tutto il territorio della Provincia (circa 1000 locali), e la concentrazione di radon media trovata è risultata essere più alta di della media regionale della Puglia stimata nell'ambito dell'Indagine Nazionale degli anni '90.

In seguito, all’interno degli edifici scolastici nei quali sono stati trovati locali con livelli di concentrazione di radon compresi tra 400 e 500 Bq m-3, è stata effettuata, tra il 2011 ed il 2012, un’ulteriore campagna di monitoraggio nell’ambito di una Convenzione tra l’ARPA Puglia e la Provincia di Lecce. La campagna ha interessato 78 locali scolastici, situati al piano terra di 28 edifici, in cui sono state eseguite misure per due semestri consecutivi.

Per quanto riguarda i luoghi di lavoro, l’ARPA Puglia ha eseguito (nel 2004-2005) una campagna di misura in locali seminterrati ed interrati di 75 istituti di credito dislocati in 64 Comuni della Regione.

Infine, dal 2012 è in corso una campagna di misura in abitazioni della Provincia di Lecce pianificata e condotta da ARPA Puglia. Tale campagna ha coinvolto circa 200 abitazioni dislocate in 10 Comuni della Provincia di Lecce.

Ulteriori informazioni sono disponibili sulle pagine dedicate al radon del sito dell’ARPA Puglia:
http://www.arpa.puglia.it/web/guest/agentifisici_radon


SICILIA
Nel periodo 2009-2011, è stata condotta da ARPA Sicilia (in collaborazione con la Provincia di Ragusa tramite il personale del decimo Settore Geologia e Geognostica) un’estesa campagna di misura nella Provincia di Ragusa che ha coinvolto circa 400 abitazioni dislocate nel territorio di 12 Comuni. Le misure sono state effettuate nell’ambito di un “progetto pilota”, avviato in previsione della predisposizione del “Piano Radon Regionale” che prevede l’estensione dell’indagine a tutto il territorio regionale sulla base di criteri conformi a quelli stabiliti dal Piano Nazionale Radon.

Il rapporto finale “Indagine sul radon in provincia di Ragusa” è scaricabile dal sito di ARPA Sicilia e dal sito del Libero Consorzio Comunale di Ragusa (già Provincia Regionale di Ragusa).


TOSCANA
A seguito dell’indagine nazionale degli anni 90, negli anni 1992-1994 in Toscana sono state condotte due campagne di misura in circa 130 abitazioni dislocate solo in alcune zone del territorio regionale (Colline metallifere, Amiata). La prima indagine estesa a tutto il territorio regionale è stata condotta nelle scuole nel periodo 1992-1996 ed ha coinvolto circa 550 edifici scolastici.

Nel periodo 2006-2010, è stata effettuata da ARPAT una campagna di misura negli ambienti di vita e lavoro che ha coinvolto quasi 2000 abitazioni e circa 1300 fra luoghi di lavoro e scuole distribuiti in 287 comuni della Regione.
A seguito dell’indagine, la Regione Toscana ha individuato 13 Comuni ad elevata probabilità di elevate concentrazioni di radon ai sensi della D.Lgs. 241/00. I Comuni individuati sono quelli in cui almeno il 10% delle abitazioni è stimato superare il livello di riferimento di 200 Bq m-3.

I risultati completi della campagna sono disponibili sulle pagine dedicate dell’ARPAT Toscana:
http://www.arpat.toscana.it/temi-ambientali/radioattivita/radon/il-radon-in-toscana

Infine, l’ARPAT ha in programma, nel biennio 2014-2015, un’indagine di approfondimento negli edifici scolastici presenti sul territorio dei Comuni per i quali sono stati riscontrati (nell’ambito della precedente campagna regionale) valori di concentrazione di radon superiori a 200 Bq m-3, ma con un numero di dati ritenuto insufficiente per classificare tali Comuni come aree ad elevata probabilità di concentrazioni di radon.

Per maggiori informazioni su quest’ultima iniziativa, si veda la pagina:
http://www.arpat.toscana.it/notizie/notizie-brevi/2014/la-concentrazione-di-radon-nelle-scuole-toscane


TRENTO (PROVINCIA AUTONOMA)
Nella Provincia di Trento, le campagne di misura sono state effettuate da APPA Trento nel periodo 1993¬2007, coinvolgendo circa 1700 abitazioni dislocate in 119 comuni della Provincia. Sono state, inoltre, eseguite misure di radon anche in circa 1000 edifici pubblici (soprattutto scuole), per un totale di circa 1500 misure.

Ulteriori informazioni sono disponibili nel documento dell’APPA Trento scaricabile all’indirizzo:
http://www.appa.provincia.tn.it/binary/pat_appa/rdioattivita/gas_radon_edifici_pubblici_abitazioni.1241779557.pdf


UMBRIA
L’ARPA Umbria e l’Università di Perugia tra il 2005 e il 2010 hanno effettuato una campagna di misura che ha coinvolto circa 120 scuole (di ogni ordine e grado) dell'Umbria, finalizzata alla verifica della presenza di radon nelle aule e all'individuazione e attuazione di misure di risanamento e prevenzione.

Maggiori informazioni sono disponibili all’indirizzo:
http://www.arpa.umbria.it/pagine/focus-sul-radon


VALLE D’AOSTA
Tra il 2004 e il 2012 l’ARPA Valle d’Aosta ha progettato e portato a termine una campagna di misura in tutti i comuni della Regione, misurando la concentrazione di radon in oltre 500 abitazioni preferibilmente situate al piano terra o piano rialzato. Sono state inoltre monitorate, durante il semestre invernale, circa 100 scuole di ogni ordine e grado e circa 40 luoghi di lavoro.

I risultati completi di entrambe le campagne di misura, sono disponibili sulle pagine dedicate al radon del sito dell’ARPA Valle d’Aosta, alla pagina:
http://www.arpa.vda.it/index.php?option=com_flexicontent&view=items&cid=938&id=1348&Itemid=258&lang=en


VENETO
Nel 2002, col Decreto della Giunta Regionale del Veneto (DGRV) n.72, la Regione Veneto ha individuato un elenco di Comuni a rischio sulla base dei risultati dell’indagine regionale in circa 1200 abitazioni, condotta nel periodo 1996-2000 da ARPAV e coordinata dal Centro Regionale Radioattività (CRR) in collaborazione con i Dipartimenti Provinciali.
Una successiva campagna di misura di approfondimento ha coinvolto circa 200 abitazioni dislocate nella sola area dei Colli Euganei.

La Regione, inoltre, ha promosso un piano di iniziative di prevenzione sulla tematica radon, tra cui il monitoraggio degli edifici scolastici (pubblici e privati, dai nidi alle medie incluse) nei Comuni a rischio.
L’attività si è sviluppata a partire dal 2003 con tre campagne di misura nelle scuole: la prima in circa 770 scuole negli anni 2003-2006; la seconda in altre 310 scuole nel 2009-2012; la terza in circa 260 edifici scolastici, partita nel 2010 e che si concluderà entro il 2014.

Per ulteriori informazioni sulle campagne di misura, consultare la pagina web:
http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/agenti-fisici/radiazioni-ionizzanti/radon/i-monitoraggi



Pubblicato il 17-12-2013 in Attività in Italia , aggiornato al 14-04-2017

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