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   Responsabile: Francesco Bochicchio
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Attività in Italia

Azioni di prevenzione e risanamento

In questa sottosezione sono riportate alcune informazioni (tratte da quanto raccolto nell’Archivio Nazionale Radon) sulle attività svolte da enti pubblici nazionali e regionali su:
A) azioni di prevenzione in edifici in fase di costruzione;
B) azioni di risanamento in edifici esistenti.
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IN SINTESI

  • Applicare accorgimenti tecnici per ridurre l'ingresso del radon nella fase di costruzione degli edifici (o di ristrutturazioni che coinvolgono la parte dell'edificio a contatto col suolo) è meno costoso e più efficace che intervenire in un edificio già costruito.
  • Queste azioni di prevenzione non sono attualmente obbligatorie in Italia, ma nel 2008 sono state raccomandate dal comitato scientifico del Piano Nazionale Radon e sono previste dalla nuova direttiva europea in materia (2013/59/Euratom).
  • Negli edifici esistenti, azioni di risanamento sono state effettuate finora in circa 350 edifici (di cui circa 200 scuole, 90 abitazioni e circa 60 luoghi di lavoro).

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A) AZIONI DI PREVENZIONE IN EDIFICI IN FASE DI COSTRUZIONE

Queste azioni consistono in particolari accorgimenti, attuati durante la costruzione di un edificio, per ridurre l’ingresso di radon dal suolo e quindi ridurre anche la probabilità che nell'edifico costruito si raggiungano alte concentrazioni di radon.

Gli stessi accorgimenti possono spesso essere applicati in caso di ristrutturazioni che coinvolgono la parte dell'edificio a contatto col suolo.

Applicare misure di prevenzione in fase di costruzione degli edifici ha un costo inferiore ed un'efficacia superiore rispetto ad intervenire negli edifici già costruiti.

Inoltre, è stato dimostrato che effettuare azioni di prevenzione in tutti i nuovi edifici ha un effetto molto più rilevante (in termini di riduzione del numero di casi di tumore polmonare attribuibili al radon) rispetto a limitare le azioni di prevenzione ai soli edifici in zone a maggiore presenza di radon (OMS, 2009).

Nell’ambito delle attività del PNR, è stata prodotta nel 2008 una Raccomandazione (vedi Allegati) per includere nei regolamenti edilizi dei semplici ed economici accorgimenti costruttivi al fine di ridurre l’ingresso del radon in TUTTI i nuovi edifici.

Questa raccomandazione è stata già adottata da alcune Regioni e Comuni, ed una sua applicazione a tutto il territorio nazionale è prevedibile a seguito dell'approvazione (avvenuta il 5 dicembre 2013) della nuova Direttiva europea in tema di radioprotezione (2013/59/Euratom).

B) AZIONI DI RISANAMENTO IN EDIFICI ESISTENTI

Si tratta di interventi volti a ridurre la concentrazione di radon in edifici in cui è stata riscontrata un’elevata concentrazione.

L’efficacia ed il costo delle azioni di risanamento dipendono dalla tipologia di edificio, ma in generale tali azioni hanno costo più alto rispetto alle azioni di prevenzione. Tuttavia, se effettuate in fase di ristrutturazione generale dell’edificio, l’efficacia del risanamento aumenta ed i costi diminuiscono.

Dall’Archivio Nazionale Radon risulta che sono stati effettuati - da parte di enti istituzionali (soprattutto ARPA/APPA) - risanamenti in un totale di 347 locali, di cui 202 all’interno di edifici scolastici, 90 in abitazioni, e il restante (55) in altre tipologie di ambienti (uffici, istituti di credito, ecc.).

Nell'ambito delle attività dell'ANR, è un corso una raccolta di informazioni e dati relativi alle tipologie di azioni di risanamento utilizzate in Italia. Tale richiesta di informazioni è indirizzata sia alle strutture pubbliche che alle strutture private che hanno effettuato azioni di risanamento in Italia.

Allegati

Pubblicato il 13-12-2013 in Attività in Italia , aggiornato al 14-11-2017

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