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06/17 - L’interruzione volontaria di gravidanza tra le donne straniere in Italia. A cura di Angela Spinelli, Emanuela Forcella, Samantha Di Rollo e Michele E. Grandolfo 2006, ii, 115 p.

L’interruzione volontaria di gravidanza tra le donne straniere in Italia.
A cura di Angela Spinelli, Emanuela Forcella, Samantha Di Rollo e Michele E. Grandolfo
2006, ii, 115 p.

Negli ultimi 20 anni in Italia si è osservato un aumento della popolazione immigrata e di conseguenza un incremento del numero di Interruzioni Volontarie di Gravidanza (IVG) effettuate da donne straniere (31.836 nel 2003 rispetto a 10.131 nel 1996). Per capire meglio il fenomeno e individuarne le criticità, nel 2004 l’Istituto Superiore di Sanità ha coordinato, in collaborazione con l’Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio, due studi (uno quantitativo, intervistando con questionario 605 donne, l’altro qualitativo, con intervista semi-strutturata a 43 donne) effettuati su donne provenienti da Romania, Ucraina, Perù, Ecuador, Marocco, Nigeria e Cina che si sono rivolte agli ospedali per IVG. I risultati ottenuti evidenziano notevoli differenze culturali nelle scelte riproduttive, una generale bassa conoscenza della contraccezione e un buon livello di soddisfazione dei servizi. L’aver raggiunto il numero di figli desiderato e la presenza di problemi economici sono state le motivazioni maggiormante riportate dalle donne per il ricorso all’IVG. In conclusione, si sottolinea la necessità di promuovere interventi di sanità pubblica che forniscano alle donne immigrate informazioni e servizi per aiutarle nelle scelte di procreazione consapevole.
Parole chiave: Interruzione volontaria di gravidanza, Immigrati, Salute riproduttiva

Induced abortion among foreign women in Italy.
Edited by Angela Spinelli, Emanuela Forcella, Samantha Di Rollo and Michele E. Grandolfo
2006, ii, 115 p. (in Italian)

In the last 20 years the number of immigrants in Italy has been increasing and, as a consequence, the number of induced abortions among foreign women has also increased (31,836 in 2003 compared with 10,131 in 1996). In order to evaluate the phenomenon and its major causes, in 2004 the Istituto Superiore di Sanità (National Institute of Health in Italy) coordinated, in collaboration with the Public Health Agency of Latium Region, two studies (in the first, 605 women were interviewed with a questionnaire, in the second 43 women were interviewed in depth). The women were from Romania, Ukraine, Peru, Ecuador, Morocco, Nigeria and China and were interviewed after they had had an induced abortion. The results show great cultural differences in reproductive choices, a general low level of knowledge of contraception and satisfaction with the services available for induced abortion. Women mainly chose to abort because they already had achieved the number of children they wanted or had economic problems. In conclusion, these studies underline the need to promote public health interventions which give immigrants more information and access to services to help them make their reproductive choices.
Key words: Induced abortion, Immigrants, Reproductive health

Allegati

Pubblicato il 24-07-2006 in Rapporti ISTISAN , aggiornato al 27-09-2006

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