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Giornata mondiale sulla Sindrome Feto-alcolica: evitabile al 100% se non si beve in gravidanza

ISS, 09/09/2014

Circa 70 milioni di individui in tutto il mondo - l’1% della popolazione mondiale - soffre delle conseguenze dell’esposizione all’alcol subìta prima di nascere, ossia ancora nel grembo materno. Conseguenze - difetti alla nascita, disturbi dell’apprendimento, problemi comportamentali, malattie mentali - che vanno sotto il nome di Spettro dei Disordini Feto-alcolici (Fetal Alcohol Spectrum Disorders - FASD), di cui risultano affetti circa l’1% dei bambini negli Stati Uniti, almeno il 2% in Europa e un numero più alto in alcune aree quali il Sud Africa. A lanciare l’allarme sono i ricercatori e i medici di tutto il mondo in occasione della Giornata Mondiale di Sensibilizzazione sulla Sindrome Feto-Alcolica, che si svolge il 9 settembre, giunta quest’anno alla 15ma edizione. Per l’occasione, la European FASD Alliance (EUFASD) presenta “Too Young To Drink”, campagna di comunicazione ideata da Erik Ravelo, responsabile Social Engagement di Fabrica, il centro di ricerca per la comunicazione del gruppo Benetton che ha sede in Italia, mirata a promuovere la consapevolezza sui rischi della FASD.

Campagna a cui partecipano oltre 40 organizzazione in 20 Paesi, esponendo, a partire dalle 9.09, ora locale banner e poster rappresentanti un neonato in una bottiglia, immerso cioè in differenti tipi di bevande alcoliche (vino, birra, rum, vodka, whiskey, brandy), a rappresentare ciascuna un Paese o un’area del mondo, con spot video e cortometraggi in cui a parlare dei rischi sono i genitori di bimbi affetti da tali disturbi. Anche l’Italia fa la sua parte e, rappresentata dall’Istituto Superiore di Sanità, promuove, insieme al centro di alcologia del Policlinico Umberto I diretto dal Professor Mauro Ceccanti e all’EUFASD, il terzo convegno europeo sulla Sindrome feto alcolica, in programma a Roma il prossimo 20 ottobre. Inoltre, l’Osservatorio Nazionale Alcol CNESPS, diretto da Emanuele Scafato, dell’ISS, in collaborazione con la Società Italiana di Alcologia e il Centro OMS, diretto dallo stesso Scafato, ha realizzato su mandato del Ministero della Salute e per "Guadagnare Salute" materiali specifici che rientrano nella campagna istituzionale ai sensi della Legge 125/2001. Sin dal 2012 è stata creata anche sul sito Epicentro una pagina di costante consultazione da parte di operatori, istituzioni e cittadini.

"Ancora sconosciute in Italia e, perciò, difficilmente diagnosticate - dichiara Simona Pichini, ricercatrice dell’ISS, da anni in prima linea nella ricerca e nell’informazione su queste patologie - la Sindrome Feto-le donne sui rischi del consumo di alcol in gravidanza. Poiché ad oggi non si conosce la quantità di alcol che si può consumare in gravidanza senza alcun rischio per il nascituro, il consiglio obbligato per le donne incinta e per quelle che cercano di avere un bambino è di non bere alcol". L’ISS ha inoltre redatto, in aiuto di neonatologi e pediatri, la "Guida alla diagnosi dello spettro dei disordini feto alcolici" disponibile sul sito dell’ Osservatorio fumo alcol e droga dell’ISS.

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Pubblicato il 09-09-2014 in Primo Piano , aggiornato al 10-09-2014

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