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   Responsabile: Enrico Alleva
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Attività di ricerca

Individuazione di indici neurobiologici predittivi di vulnerabilità al rischio di sviluppo di sindromi depressive (Resp. Scientifico Enrico Alleva)

Ricerche condotte dal Reparto di Neuroscienze comportamentali, in collaborazione con Rita Levi-Montalcini e Luigi Aloe (Istituto di Neurobiologia e Medicina Molecolare, CNR-EBRI), sul ruolo fisiopatologico del Nerve Growth Factor (NGF), hanno dimostrato come tale neurotrofina svolga un importante ruolo regolatorio in situazioni di stress psicosociale nella specie umana e in modelli animali (Alleva et al 1996). E’ stato infatti osservato come gli stati di incertezza o di novità si traducano in modifiche dei livelli di NGF. In uno studio condotto sui paracadutisti della Folgore, in cui sono stati misurati i livelli circolanti di NGF nelle fasi precedenti e successive al primo lancio, è stato osservato come lo stress di natura psichica, piuttosto che fisica, aumenti i livelli di questa neurotrofina (Aloe et al., 1994). Acquisizioni più recenti, che suggeriscono un ruolo chiave di tali fattori di crescita anche nei disturbi dell'umore, si imperniano sulla considerazione che il NGF e il Brain Derived Neurotrophic Factor (BDNF) regolano, dalle prime fasi dello sviluppo all'età adulta, quei processi fisiologici alla base della plasticità cerebrale che si ritengono siano alterati nella patologia depressiva (Branchi et al 2004).

Scopo principale del Progetto è lo studio dei livelli ematici delle neurotrofine NGF e BDNF quali markers periferici di vulnerabilità a sindromi depressive. L’analisi dei livelli di tali neurotrofine verrà utilizzata per l’individuazione di sottotipi e per caratterizzare le diverse fasi della patologia, particolarmente quelle precoci.

Il Progetto permetterà di acquisire nuove conoscenze sulle basi neurobiologiche della depressione, con particolare riguardo al ruolo delle neurotrofine NGF e BDNF. Lo studio dell’andamento dei livelli ematici di tali molecole nei pazienti nelle diverse fasi della malattia, particolarmente nei periodi di remissione, permetterà di valutare il loro potenziale utilizzo quali nuovi markers neurobiologici di depressione e come nuovi strumenti per la tipizzazione di specifici quadri sintomatologici. Le indicazioni acquisite sul ruolo di NGF e BDNF come mediatori delle funzioni bioritmiche e neuroendocrine alterate nella patologia depressiva potrebbero essere utilizzate per una valutazione precoce di vulnerabilità e per formulare diagnosi più accurate.


Finanziato da:
Ministero della Salute
Programma di Ricerca Sanitaria Finalizzata 2006
Afferente al Progetto Strategico “Migliorare la qualità dell’offerta del SSN nelle patologie psichiatriche attraverso tecnologie che misurano l’appropriatezza clinica economica e organizzativa” (Resp. Scientifico Prof. Carmine Munizza)

Pubblicato il 04-11-2008 in Attività di ricerca , aggiornato al 17-11-2008

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