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   Responsabile: Enrico Alleva
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Attività di ricerca

Valutazione del Benessere degli animali da reddito

ADATTAMENTO DEGLI ANIMALI AGLI AMBIENTI DI ALLEVAMENTO: RICADUTE SU PATOLOGIE E CONSUMO DI FARMACI

L’allevamento intensivo del suino e’ caratterizzato dall’utilizzo di linee genetiche in grado di garantire incrementi ponderali rapidi, a fronte di una ottimale conversione in proteine muscolari del mangime somministrato, e della produzione di carni che si caratterizzano per un ridotto contenuto in grassi.
I contesti economici in cui si sviluppano tali allevamenti, caratterizzati da produzioni in grande scala su cui il guadagno sul singolo animale è minimo, portano alla continua ricerca di un compromesso tra le esigenze produttive e lo stato di benessere degli animali, che si definirebbe meglio come “eu-stress”. Le risposte immunitarie, da stress ed infiammatorie rappresentano una reazione di adeguamento a condizioni ambientali avverse (costrizioni fisiche e/o psicologiche, lesioni, traumi, microambienti scadenti, ecc) e vengono presentate dall’animale per conseguire una migliore capacità di fronteggiare stress infettivi e non infettivi. Tuttavia, tali risposte dell’organismo devono essere opportunamente regolate e limitate nel tempo per evitare danni tissutali e spreco ingiustificato di energia metabolica.
In determinate situazioni, è possibile che tale condizione di “eu-stress” si trasformi in “di-stress”, definito come “incapacità di adattarsi correttamente all’ambiente in cui gli animali sono mantenuti”. In tali condizioni di disadattamento, gli animali esibiscono alterate risposte fisiologiche. La sovra-stimolazione dei meccanismi fisiologici di omeostasi favorisce ad esempio, l’insorgenza di uno stato di immunosoppressione, che predispone a sua volta all’insorgenza di malattia, specie in situazioni di elevata densità zootecnica. Questo si traduce a sua volta in una condizione di rischio sanitario e produttivo per gli animali, caratterizzata da frequente insorgenza di patologie multifattoriali, inefficacia dei trattamenti di profilassi vaccinale per lo stato di immuno-depressione, e maggiore ricorso al farmaco veterinario con tutte le problematiche conseguenti di sicurezza alimentare e di impatto ambientale, non da ultimo le farmaco-resistenze.
I segni della malattia condizionata sono spesso preceduti da alterazioni biochimico-cliniche, immunologiche e comportamentali obiettivabili attraverso l’esecuzione di opportune indagini, condotte con una adeguata tempistica. La messa in relazione della variazione di parametri biochimici " clinici selezionati con lo spettro di alterazioni nei parametri etologici può portare ad una più completa valutazione dello stato di benessere animale e ad una più efficiente identificazione delle condizioni di rischio associate alle modalità di allevamento. Tale valutazione complessiva sarebbe in grado di prevenire o limitare nella gravità l’estrinsecarsi dello stato di malattia conclamata, che negli allevamenti intensivi non è limitata al singolo animale.

Alla luce di queste considerazioni, nell'ambito del Progetto di Ricerca Finalizzata finanziato dal Ministero della Salute (anni 2008-2009) "L’adattamento degli animali all’ambiente di allevamento: ricadute su patologie e consumo di farmaci” (Resp. Scient. M. Amadori " Istituto Zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna), l’U.O.-ISS (Resp. Scient. A. Vitale, di cui fanno parte G. Laviola e A. Manciocco, Dip. BCN, e G. Brambilla, Dip. Ambiente e Prevenzione Primaria) curerà, con un approccio di tipo olistico (etologico, biochimico-clinico, riproduttivo, immunologico) le tematiche della salvaguardia dello stato di salute e benessere degli animali ad interesse zootecnico. La popolazione oggetto di studio sarà il suino, nel duplice indirizzo zootecnico di allevamento intensivo e allevamento estensivo/semibrado ed una popolazione di bovine da latte.
Verrà condotta un’elaborazione critica della letteratura scientifica di riferimento, con particolare riguardo ai parametri utilizzati per il monitoraggio del grado di benessere. Inoltre, si procederà ad una raccolta di dati comportamentali ed ormonali in allevamenti caratterizzati da differenti tipologie di conduzione. In particolare, si considereranno diverse condizioni ambientali, rappresentate dalla presenza/assenza di arricchimenti ambientali e dalla presenza/assenza di controllo da parte degli animali sulle attività di foraggiamento e/o abbeveraggio. Si identificheranno periodi critici da monitorare durante il ciclo di vita degli animali zootecnici, ed in occasione di tali momenti si raccoglieranno i dati etologici e biochimici. Nello specifico, si procederà ad una valutazione etologica dello stato di benessere degli animali, attraverso osservazione della distribuzione giornaliera individuale delle attività comportamentali, con particolare attenzione a comportamenti considerati indicatori di benessere, quali la presenza di stereotipie ed i livelli di aggressività. Una valutazione biochimica della condizione di benessere verrà condotta attraverso misurazione dei livelli di neurosteroidi e degli ormoni legati ai ritmi circadiani dell’appetito, considerati importanti nelle alterazioni del sistema riproduttivo e immunitario, contestualmente al dosaggio dei fattori di immunità previsti dagli Istituti Zooprofilattici coinvolti nel progetto. Inoltre, si formuleranno opzioni per la gestione del rischio attraverso condizionamento dell’ambiente del parto per quanto riguarda le tipologie di allevamento in cui si riscontrano delle malattie riconducibili ad un non ottimale stato di benessere durante la fase gestazionale.
Grazie a tale protocollo di indagine si renderanno disponibili dati etologici e biochimici che permetteranno di mettere a confronto, in termini di ricadute sulla condizione di benessere animale, le diverse tipologie di conduzione zootecnica. Inoltre, in questo modo si potranno evidenziare differenze nelle strategie di adattamento messe in atto dagli animali nelle diverse situazioni ambientali, fornendo utili indicazioni ai fini di valutazioni quantitative del rischio associato alla condizione di allevamento.
Le evidenze ottenute da tale studio contribuiranno alla formazione teorica e pratica del personale operante in ambiti zootecnici; inoltre, la redazione di monografie da pubblicare nella serie dei Rapporti ISTISAN e/o sugli Annali dell’Istituto, in lingua inglese, oltre alla pubblicazione di articoli su riviste scientifiche del settore, permetterà un’ampia trasferibilità e divulgazione, anche in ambiente internazionale, dei risultati ottenuti.

Bibliografia di riferimento:

Beattie, V.E., O’Connell, N.E., Kilpatrick, D.J. and Moss, B.W. (2000). Influence of environmental enrichment on welfare-related behavioural and physiological parameters in growing pigs. J Anim Sci, 70: 443-450.

Brambilla G, Civitareale C, Ballerini A, Fiori M, Amadori M, Archetti LI, Regini M, Betti M. Response to oxidative stress as a welfare parameter in swine. Redox Rep. 2002;7(3):159-63.

Brambilla, G.,Ballerini, A., Civitareale, C., Fiori, M., Neri, B., Cavallina, R., Nardoni, A., Giannetti, L. (2003) Oxidative stress as a bio-marker of estrogen exposure in healthy veal calves. Analytica Chimica Acta, 483 : 281-288.

Brambilla, G. and Cantafora, A. (2004) Metabolic and cardiovascular disorders in highly inbred lines for intensive pig farming: how animal welfare evaluation could improve the basic knowledge of human obesity. Ann Ist Super sanità 40:241-44.

McGlone, J.J. (1985). A quantitative ethogram of aggressive and submissive behaviors in recently regrouped pigs. J Anim Sci, 61: 556-566.

Morrison, R.S., Hemsworth, P.H., Cronin, G.M. and Campbell R.G. (2003). The social and feeding behaviour of growing pigs in deep-litter , large group housing systems. Appl Anim Behav Sci, 82: 173-188.


Link utili

Centro di Referenza Benessere Animale

Pubblicato il 20-04-2008 in Attività di ricerca , aggiornato al 03-04-2012

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