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   Responsabile: Alessandro Polichetti
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FAQ

Telefoni cellulari

È vero che i campi elettromagnetici a radiofrequenza, come quelli emessi dai telefoni cellulari, sono stati ufficialmente riconosciuti come cancerogeni?

No.
L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha esaminato le evidenze scientifiche relative ad un’eventuale cancerogenicità dei campi elettromagnetici a radiofrequenza, come quelli emessi dai telefoni cellulari ma anche da numerose tipologie di sorgenti per le trasmissioni radiotelevisive, telecomunicazioni, applicazioni industriali ed altro e li ha classificati come “possibilmente cancerogeni per l’uomo” sulla base di alcune indicazioni provenienti da studi epidemiologici sul rischio di tumori cerebrali ed altre neoplasie in relazione all’utilizzo dei telefoni cellulari.
Ciò significa che i risultati dei numerosi studi condotti finora forniscono al più qualche sospetto di cancerogenicità dei campi elettromagnetici a radiofrequenza, che tuttavia è ben lontana dall’essere dimostrata.



Anche se i rischi per la salute connessi all’utilizzo di telefoni cellulari non sono stati dimostrati, non è comunque meglio limitare le esposizioni?

Non necessariamente.
L’adozione di misure per la limitazione delle esposizioni ai campi elettromagnetici emessi dai telefoni cellulari, non raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tutela da un rischio per la salute solo ipotetico e, anche ammesso che questo rischio esista, non è possibile stimare la riduzione di questo rischio a fronte di una data riduzione delle esposizioni.
Chi voglia comunque adottare queste misure di limitazione delle esposizioni deve essere ben consapevole del carattere prudenziale di questa sua scelta personale, evitando se possibile preoccupazioni non giustificate dalle evidenze scientifiche.
Inoltre, è necessario che il singolo valuti correttamente le giuste priorità nell’adozione di comportamenti per la tutela della salute da rischi di varia natura, ciò al fine di evitare di proteggere se stesso o i propri bambini da un rischio incerto, ma di cui si parla spesso con toni allarmistici, piuttosto che da rischi meno noti ma sicuramente più rilevanti.
Per esempio, e per rimanere nell’ambito delle radiazioni, tutelare i bambini dai rischi connessi ai telefoni cellulari (o da altre sorgenti di radiazione elettromagnetica), non deve far dimenticare che è necessario tutelarli prima di tutto da rischi ben più importanti come quelli connessi alle eccessive esposizioni alla radiazione solare (agente “cancerogeno per l’uomo” secondo la IARC).



Pur non essendoci fondati motivi di preoccupazione, voglio comunque limitare le esposizioni ai campi elettromagnetici emessi dai telefoni cellulari. Come posso fare?

I telefoni cellulari costituiscono la principale sorgente di esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza per la popolazione generale quando utilizzati appoggiati all’orecchio durante le conversazioni telefoniche, a causa della prossimità dell’antenna emittente con la testa.
L’utilizzo di sistemi “a mani libere”, quali auricolari e sistemi viva-voce, è il sistema più semplice per ridurre le esposizioni della testa ai livelli di “fondo” dovuti alle altre sorgenti di campo elettromagnetico. Nel caso dell’utilizzo dell’auricolare, basta avere l’avvertenza di non posizionare il telefono cellulare in trasmissione a contatto con altre parti del corpo, in quanto si cambierebbe semplicemente la zona esposta del corpo senza ridurre effettivamente l’esposizione.
Un altro accorgimento per ridurre l’esposizione consiste nell’autolimitazione del numero e della durata delle conversazioni telefoniche, agendo così non sull’intensità dell’esposizione ma sulla sua durata complessiva nel corso della vita. È tuttavia bene notare che i dati scientifici non indicano in alcun modo una durata e un numero massimi delle conversazioni telefoniche da non superare per evitare i paventati e non dimostrati effetti a lungo termine dei campi elettromagnetici a radiofrequenza. Come attuare questa misura cautelativa di riduzione dell’esposizione è lasciato completamente alla decisione del singolo, che potrà valutare quali conversazioni con il telefono cellulare siano effettivamente necessarie.
Questa autolimitazione può essere effettuata anche tramite l’utilizzo di messaggi di testo al posto delle conversazioni. Ciò può essere utile a ridurre le esposizioni in quanto non solo si allontana l’antenna dalla testa, ma anche l’esposizione della mano è ridotta in durata in quanto il telefono non trasmette durante la digitazione dei messaggi, ma solo al momento dell’invio.
Infine, l’esposizione può essere ridotta se si cerca di effettuare le telefonate preferibilmente in condizioni di alta ricezione (indicate sui telefoni dall’apposita icone a barre) nelle quali il telefono riduce la sua potenza di emissione.



Quanto sono efficaci i dispositivi anti-radiazione per i telefoni cellulari?

Sono stati messi in commercio molti dispositivi che pretendono di ridurre le esposizioni dovute ai telefoni cellulari. Le prove effettuate hanno mostrato che in genere questi non funzionano come reclamizzato. Le cosiddette “schermature” in genere interferiscono con il corretto funzionamento del telefono, costringendolo ad aumentare la potenza, con un conseguente aumento - anziché una riduzione - dell’esposizione.



Nella scelta di un nuovo telefono cellulare da acquistare, devo tenere conto del suo valore di SAR?

No.
Il SAR è una grandezza fisica che indica l’assorbimento di potenza elettromagnetica nella testa durante l’utilizzo dei telefoni cellulari. Al fine di prevenire gli effetti sulla salute attualmente noti dei campi elettromagnetici a radiofrequenza, dovuti ad un eccessivo riscaldamento del corpo o di sue parti, i produttori dei telefoni cellulari devono verificare che il SAR non superi mai, in nessuna parte della testa, il valore di 2 W/kg. Al di sotto di tale valore, è assolutamente impossibile che i tessuti della testa siano soggetti agli effetti termici dei campi elettromagnetici, per cui tutti i telefoni cellulari messi in commercio sono equivalenti da questo punto di vista, qualunque sia il valore di SAR (sempre al di sotto dei 2 W/kg).
Erroneamente alcuni ritengono che un telefono “a basso SAR” diminuisca necessariamente l’esposizione complessiva dell’utilizzatore rispetto ad un altro telefono “ad alto SAR”, e che quindi sia più sicuro relativamente agli effetti a lungo termine non ancora dimostrati.
In realtà, i valori di SAR dichiarati dai produttori si riferiscono a misurazioni effettuate in condizioni di massima potenza emessa che non corrispondono alle condizioni reali di utilizzo del telefono.
Inoltre, il valore di SAR dichiarato è il valore massimo, generalmente situato in superficie, misurato nella testa di un fantoccio che simula l’utilizzatore, mentre non vengono riportati i valori di SAR corrispondenti alle regioni più interne della testa, dove sono presenti organi che potrebbero essere più sensibili nei confronti di eventuali effetti a lungo termine, per esempio il cervello.
Per questi motivi, i valori di SAR riportati dai produttori non dicono nulla circa l’effettiva esposizione degli utilizzatori dovuta ai diversi modelli di telefono cellulare.



I bambini sono maggiormente a rischio, ammesso che un rischio esista?

Le attuali conoscenze scientifiche non indicano che i bambini siano più suscettibili degli adulti ad eventuali rischi per la salute da campi elettromagnetici a radiofrequenza. Tuttavia, rispetto a chi è adulto oggi, i bambini attuali saranno sottoposti ad un più lungo periodo di esposizione ai campi elettromagnetici emessi dai telefoni cellulari perché cominciano ad usarli ad un’età più precoce, anche se le prevalenti modalità di utilizzazione degli smartphone da parte dei bambini non sembrano implicare esposizioni elevate della testa e del corpo.



È vero che bisogna tenere il telefono cellulare acceso lontano da organi sensibili se lo si porta addosso, anche quando è in stand-by, oppure lontano dal letto quando si dorme?

Per quanto riguarda gli effetti noti dei campi elettromagnetici queste misure non hanno alcuna giustificazione scientifica perché in qualunque condizione di utilizzo il telefono cellulare non può causare effetti termici nei tessuti del corpo esposti.
Se intese come misure cautelative nei confronti di eventuali effetti a lungo termine, valgono le seguenti considerazioni.
Tenere il telefono in stand-by lontano dal corpo (o da suoi particolari organi) riduce anche la piccola esposizione dovuta al segnale che ogni tanto il cellulare invia per farsi riconoscere dalla rete. Tuttavia i dati scientifici disponibili lasciano completamente indeterminato il livello di esposizione, e di conseguenza la distanza, a cui un ipotetico rischio connesso agli effetti a lungo termine si ridurrebbe significativamente.
Inoltre, l’esposizione dovuta al telefono cellulare in stand-by, anche se protratta nel tempo, non incide sull’esposizione cumulativa dovuta al fondo di radiazioni elettromagnetiche presente nei comuni ambienti di vita, per cui tali accorgimenti non sembrano misure di cautela particolarmente efficaci.



I telefoni cellulari possono interferire con i pacemaker impiantati?

Fenomeni di interferenza, peraltro senza conseguenze gravi, erano stati osservati in laboratorio su pacemaker di vecchia concezione. I dispositivi moderni sono invece sottoposti a test prima dell’immissione sul mercato, per verificare l’assenza di interferenze. Quindi, i telefoni cellulari non sembrano porre problemi significativi per la grande maggioranza dei portatori di pacemaker. Al fine di evitare ogni possibile rischio è sufficiente tenere il telefonino in una tasca lontana dalla zona del corpo dove è impiantato l’apparecchio e, durante le chiamate e se si sceglie di non utilizzare l’auricolare, appoggiarlo sull’orecchio opposto al lato del corpo dove il pacemaker è impiantato.



I telefoni cellulari sono pericolosi per i portatori di apparecchi acustici?

Non c’è nessuna prova di rischio per la salute, né ragione per sospettarlo. Tuttavia, alcuni telefoni possono interferire con alcuni tipi di apparecchi acustici provocando ronzii, sibili o altri disturbi. E’ raccomandabile quindi che un portatore di apparecchio acustico si accerti che il telefono che intende acquistare non interferisca con il proprio apparecchio.



Pubblicato il 21-09-2009 in FAQ , aggiornato al 31-01-2019

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