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Il botulismo da ferita e gli utilizzatori di droghe iniettabili

Le spore di Clostridium botulinum sono ubiquitarie e possono contaminare anche gli ambienti e le materie prime con cui vengono prodotte le droghe iniettabili. Nel caso in cui la somministrazione di tali droghe non avvenga direttamente in vena ma nel sottocute è possibile che eventuali spore di Clostridium botulinum presenti nella droga possano trovare, in situ, idonee condizioni per germinare, svilupparsi e produrre le tossine procovando il botulismo da ferita. Tale evenienza è favorita dalla bassa vascolarizzazione del sottocute, che provoca un ambiente anaerobio e quindi compatibile con lo sviluppo del botulino, e dalla necrosi tissutale derivante dall'azione degli acidi (solitamente succo di limone) utilizzati per sciogliere la droga e permetterne l'infusione.
Questa particolare forma di botulismo è stata identificata una sola volta in talia, ma costituisce un problema emergente in Paesi come il Regno Unito, la Norvegia e gli USA.

Pubblicato il 24-06-2012 in Primo piano , aggiornato al 01-08-2016

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